La tecnica

La tecnica della pirografia

Piro-grafia, dal greco antico, significa “disegno fatto con il fuoco”, su supporti di vario tipo: legno, cuoio, sughero o altro materiale idoneo. Anticamente si utilizzavano punte metalliche arroventate direttamente sul fuoco.

Al giorno d’oggi si utilizza il pirografo, uno strumento che sfrutta l’effetto Joule della corrente elettrica, secondo il quale un conduttore attraversato dalla corrente elettrica sviluppa calore.

Il pirografo è costituito di tre parti:

  • un manico isolante, impugnato come una penna;
  • una punta metallica, di varie forme a seconda del tipo di incisione da realizzare, riscaldata da una resistenza elettrica;
  • un sistema di alimentazione: presa a spina, cavo, trasformatore elettrico che riduce la tensione di rete, da 220 v a 12 v; Il trasformatore può disporre di un regolatore che varia l’intensità di corrente emessa, variando di conseguenza la temperatura della punta.

Il segno di incisione, realizzato con il pirografo, varia a seconda del supporto utilizzato, del tipo di punta, della temperatura prescelta, della pressione esercitata dall’operatore.

Con questa tecnica si può produrre un’ampia gamma di tonalità, dal seppia più tenue al nero marcato.